26 Ottobre 2007

Zenit

Archiviato in: Parole — andrea @ 13:59

Stanotte le cose si sono messe così. Finirlo è stato un dovere quasi. Non c’è stato verso di fermarmi. Mi stupisco di come chi scrive riesca a beccarti sul fatto, a dirti le stesse cose che ti sei detto il giorno prima magari, solo col pensiero.

Un libro scritto bene, e un sacco d’altre cose, ma più di tutto, una storia che trascina, come una scarica di adrenalina continua, come il gas che lentamente scalda il caffè.

"La felicità è uno stato mentale al quale bisogna predisporsi. Ti passa vicino, ti sfiora di poco, certe volte ti investe così velocemente che neanche la rinoscnoi. Lucio aveva rinunciato da tempo. Non gli importava più nulla della musica e di tutto il resto. Resisteva, e questa era tutta la sua vita, fino a che…"

E tutto comincia. Per finire in un mattino senza Sole.

Difficile descriverlo, così, senza sembrare distaccato. Ma distaccato dopo questo libro, non lo sono.

Zenit_roberto_pietrucci.jpg 

robertopietrucci.it 

25 Settembre 2007

Se telefonando…

Archiviato in: Parole — chiara @ 19:18

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Certe volte non si è tra le stesse quattro mura.
Certe volte non ci si può guardare in faccia, per scorgere i sorrisi o le lacrime nascoste.
Certe volte si è lontani, con una cornetta in una mano e nell’altra tutto quello che capita a tiro, per giochicchiarci nervosamente.
E capita che proprio queste volte, inspiegabilmente, si riesca a dire così tanto, senza riserve.
Queste volte, così rare e così preziose, ti fanno comprendere in profondità la persona che sta dall’altra parte del filo, mentre ne senti il respiro, molto più nitidamente di quando siete stesi vicini, prima di addormentarvi.
Queste volte ti rimangono tatuate sulla pelle.

                            …So close no matter how far…