E’ scomparso Er Camicia
Ne danno la triste notizia i suoi più vicini… vicini di stanza. E’ scomparso lasciandoci le chiavi di casa, e quel suo tanfo mezzo profumo da uomo nel quale amava affogare (poveri i suoi nuovi coinquilini) e quell’altro suo tanfo, molto suo, che non ci poteva far nulla pora stella. Lavarsi? Robertino mi meraviglio di te! Lavarsi… Giuro che l’acqua a casa c’è. GIURO. Lascia il letto, prontamente disinfestato dagli eventuali residui bellici, ma anche bruttici per la verità, e dalle sue lenzuola.
RACCONTO DEL VIAGGIO. Che viaggio? e che pensavate che ci lasciava come cristo comanda? naaaaa…
Camicia: "wèèè, ciao, allora io oggi andrei. E’ solo che non posso guidare la macchina… sai la patente…"
Andrea senza pensarci nemmeno un attimo: "ma figurati! ma ti accompagno io!!"
Piccolo inciso: la patente gli è stata tolta perchè la primissima volta che ha preso il motorone, è partito da qui, è andato a prendere il raccordo, e si è fatto 40 metri sulla corsia di emergenza, evidentemente non vedendo la macchina tutta blu con le sirene anch’esse blu che gli stava attaccata al culo e che a un certo momento, secondo me con imbarazzo degli agenti che hanno pensato per 40 metri "dai, ci ha visto, ora si toglie dal cazzo… ora si sposta… eccolo eh!", ha fatto sentire la sua voce intonando un simpatico UEEEEOOOOO… e lui ha accostato, e gli ha dato la patente direttamente, credo. FINE INCISO.
Ore 8.00, il Camicia: "allora io SCENDO questo, tu scendi quelle borse ok?"
Andrea: "ok…" ma anche no, Andrea rimane immobile al computer a farsi i cazzi suoi, per altri 3 viaggi del Camicia, che ad un tratto ritarda, e al telefono dice:"No è che la macchina non partiva… ora è partita, e quindi l’ho lasciata in moto qua sotto." Andrea inclina lievemente la testa con faccia interrogativa verso il muro, amico di sempre, e chiede "Scusa… l’hai lasciata qui sotto in macchina? qui sotto?" Suonano alla porta, è il Camicia, e la macchina romba di sotto per davvero. Non aggiungo nulla.
Caricato tutto, ma proprio tutto (da lui ovviamente), Andrea si mette alla guida di questa strana macchina tra una multipla e una familiare, allunga la mano per prendere lo specchietto, che però non è al suo posto, ma gode di una profondità insperata, e cioè è più lontano del solito. Vabè, tralasciando la frizione bassissima, e vabè, partiamo va, mette la freccia e…
Camicia: "Ah guarda che non funzionan’ le frecce."
Andrea: "Ah, e come fai a girare a destra?"
Camicia: "No… non funzionano tutte e due"
Andrea: "E scusa… ma te ci sei venuto da Napoli in autostrada! come cazzo hai fatto?"
La soluzione del Camicia: "Guarda, è facile, basta che ti metti da subito in miez’ a via, e rimani lì per il viaggio"
Andrea: "certo che sò proprio un regazzino a non pensarci…"
Arriviamo di là, il Camicia scarica tutto, porta tutto al sesto piano, e lì scatta il piano B. Coinvolge la ragazza di un suo nuovo ancora ignaro coinquilino ad accompagnarci A CASA MIA, così che io possa tornare a casa e lui pure possa tornare a casa nuova. Tornando, la situazione si aggrava sul raccordo, quando conscio di non avere
le frecce, Andrea si deve spostare verso la corsia interna, per uscire,
e un tizio dietro gli suona e tira fuori la mano come a dire "e metti
sta cazzo de freccia!!!"
Andrea: "E pure te c’hai ragione, ma qui
qualcuno non c’ha le frecce che gli funzionano… A Napoli si va bene
lo stesso" Pazze risate del Camicia, di Katia, e di Andrea, IMMOTIVATE.
