E così è successo… Nessuno se lo aspettava… Ebbene si, Agata è partita. Dopo 10 mesi di sopravvivenza (perchè convivenza è una parolone abusato!), stamattina l’ho aiutata a portare giù per le scale il suo 30 chili di bagaglio (27 per la verità, compreso i jeans bagnati che fanno peso), e l’ho vista andar via, destinazione fiumicino e quindi la Polonia. "Quando sarò A POLONIA…" mi mancherà, ci mancherà, vi mancherà. Con i suoi modi divertenti, le espressioni bambinesche. Torna in quel di polonia che non vede da un anno (lo so, è tornata spesso, ma così fa più drammatico!), e riabbraccerà (ormai l’avrà già riabbracciato) il suo boyfriend Adam, che qui salutiamo con affetto, e i suoi genitori carinissimo, che anche loro qui salutiamo con affetto.
Presto varie varie foto. La canzone qui di seguito mi è venuta in mente appena è andata via, non tanto per il testo, quando per il titolo.
Casetta mia, ci vediamo a settembre, o poco prima, ma poco però eh! In teoria direi che parto, che chissà quando ci vedremo di nuovo, come con le belle ragazze, per invogliarle a rivederti, ma la verità è che questa casetta, non grande e ancora non bellissima dentro, mi sta dando un sacco di possibilità che non avevo prima. Cazzo, vivo da solo, sembra incredibile, una di quelle cose che sogni da piccolo, a 14 anni quando i tuoi ti scassano le palle per mettere a posto la stanza. La verità è che se lo fai per te, la stanza sarà sempre ordinata, pulita quanto basta, accogliente perchè basta chiudere la porta per stare da soli, realmente da soli.
E’ un gran bel posto questo, e presto ci saranno nuovi volti da osservare, nuove lingue da parlare, nuovi casini dentro casa, nuove avventure, presto, ancora solo nella mia testa. Alcune idee sono mie, altri di altre persone, alcune di Chiara.
C’è una bella luce fuori. Io sto per partire. Un viaggio è un viaggio. Il mio viaggio non comincia ora, prende solo una direzione diversa, parallela e convergente, o divergente. Comunque il professor Liverani è veramente grande.
In magnottiana memoria, l’incip avvicina al concetto di lavatrice. L’attacco funziona, con la centrifuga fugge alla grande, e i panni li lava veramente. Un benvenuto a questo oggetto del desiderio di Chiara, e pure di Andrea alla fine. Gli effetti? Lenzuola pulite, e un gran casino in testa su bianchi e colorati, e tempi di lavaggio e come evitare che si fermi in ammollo (situazione da evitare!!) e a come ricordarsi di non mettere la centrifuga se lavo le scarpe, che sennò mi si fracassa la lavatrice, e poi fa pure rumore, troppo casino.
Ah, effetti? Spizzate voi stessi. La prima volta della mia vita con una lavatrice. A lei è molto piaciuto, dice che vuole rivedermi, ma le ho detto che la chiamo io. Come sempre.
"Cantami, o Diva, del Pelide Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco generose travolse alme d’eroi, e di cani e di augelli orrido pasto lor salme abbandonò…"
Non posso non raccontare quello che riporterò di seguito…
E’ un evento senza precedenti…
Ma prendiamola “larga”…
Quel tizio spettinato e frikkettone (e stronzo, lo so lo so…) con il quale CONdivido il letto (saltuariamente eh… ) sabato mattina, dopo aver passato e avermi fatto passare la notte in bianco, causa lamenti puerili sempre per il fantomatico mal di schiena, alle 6:35 a.m. , ripeto per chi non avesse capito SABATO MATTINA ALLE 6.35 , se se esce con un frase molto simile a “DEVO SCENDERE DA QUESTO LETTO…STO MALISSIMO!”. Potevo rimanere a dormire? Si…effettivamente si, però il medico che è in me si è svegliato prima della menefregistah e ha cominciato a pensare all’operazione “PRONTO SOCCORSO”!
Ora, è utile sapere che tutto ciò è capitato , si molto presto, ma soprattutto, prima di colazione, e tutti sanno, MA PROPRIO TUTTI, che prima di colazione io non posso trattare con la gente…cioè posso ma è peggio per la gente in questione…
Quindi ci vestiamo… (in realtà il malato sembrava una primipara in preda alle doglie…un’ora per mettersi una maglietta…), scendiamo in strada per raggiungere la macchina tra i lamenti del moribondo… MA … c’è un MA… MA PRIMA MI FERMO AL BAR PER FARE COLAZIONE!!!OVVIO NO!
Vabbè vi tralascio il pezzo del pronto soccorso perchè sono sicura che lo stronzetto si divertirà a raccontarlo, dipingendomi come un’arpia…
Be’ insomma…gli prescrivono una roba fortissima…ovviamente da fare INTRAMUSCOLO.
A casa c’eravamo io e lui…
Tutto ciò solo per dire che ho fatto la mia prima puntura… e la chiappa immolata è stata quella di Andrea… Sarà sempre questione di Karma???