Draghi

Arriva un giorno nella vita di un uomo in cui c’è da mettere da parte il passato. Un momento in cui spostare i biglietti di auguri di ragazze che furono, i libri letti da amici ed amiche importanti. Un momento in cui spostare manuali, riviste, bicchieri vuoti e pieni di thè di una ragazza stata lì la sera prima, dimenticati, abbandonati lì da qualcuno, per evidenti impegni piacevoli successivamente giunti.
Arriva sempre quel momento prima o poi, in cui frullare le sedie fuori dalla finestra, in cui buttare tutto sul divano. Arriva un momento in cui si deve attaccare ciò che resta del passato. Il momento delle pulizie.
Saltano per la stanza draghi e folletti, elfi e fate, streghe e maghetti dai visi purulenti. Saltano fuori matasse polpettose, plettri che non trovavo da una settimana, fogli e fatture, la bolletta del gas in scadenza, altre matasse grigie che mi guardano di sottecchi.
Via i draghi, arriva l’ammazza draghi, sir Aspirapolvere, con il suo rompo di fuoco e la sua aria da saletta prove di altri tempi, ma anche di questi.
Addio a tutto. Finalmente cammino nella stanza, a testa alta. Felice.
